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Intervista a Richard Hellmann
Quindi per te è stata una Europea molto speciale, con cani che da molti anni non presentavi e con altre che hai dovuto rinunciare per la prima volta,ti ha influenzato emotivamente, ti ha dato un po’ di tristezza o è stato solamente un discorso statistico? Devo dire che portavo con me questo rammarico già da molte settimane, era come un nodo sullo stomaco che porto ancora con me, ancora adesso che sono passati due giorni dopo la fine di questa europea. È stato bello però tornare al Lagotto, ne avevo solo uno, classificato secondo in classe libera, un bel cane che deve ancora un po’ maturare, non aveva esperienza, essendo stato presentato una sola volta prima della Europea, mi sentivo un po’ a disagio, mentre lo toelettavo, io ho sempre preferito modellare un cane solo un po’ alla volta, guardandolo per molti giorni e settimane, e non in pochissimo tempo,non mi piace mai fare delle cose drasticamente,mi piace migliorarlo nel tempo, ero orgoglioso delle sue condizioni in questa europea, ma penso che sarà un eccellente cane quando comincerà la sua carriera in modo sistematico, sicuramente per la Mondiale sarà al massimo delle sue condizioni, e meglio preparato dal punto di vista psicologico. Poi ho avuto la fortuna che mi sia stato proposto un cane che ha già avuto successo con il suo proprietario, vincendo molto in questi ultimi 2 o 3 anni, un cane figlio il cui padre, proveniente dal Portogallo, ha vinto il Collare d'Oro qualche anno fa. Anche se il proprietario ha avuto tanto successo, ha ingaggiato me per presentare il suo cane. Devo dire che si tratta di un cane molto bello,che io già conoscevo e avevo ammirato in passato, il giudice ha fatto il commento, dopo la razza, dicendo che questo cane è stato un importante concorrente del suo Beagle, l'anno in cui poi ha vinto il trofeo Cajelli in Italia. la razza, in Finlandia l'ho vista ad un buon livello, con soggetti molto buoni.
Qual è stata la cosa più bella che ti è capitata in questa Europea? Senza dubbio tra le cose belle che mi sono capitate ad Helsinki penso che una sia stata la vittoria con questo Basset Hound , anche per il modo in cui è successo, quasi non ho avuto il tempo di entrare in sintonia con il cane, fuori dal ring, che già ero dentro a gareggiare. Dato il gran numero di cani che dovevo presentare, l’accordo era che avremmo deciso al momento se lo presentavo io oppure il proprietario, ebbene è stato estremamente piacevole vedere subito che col cane c’era l’accordo, merito anche del suo padrone, che lo aveva ben addestrato, mentre lo presentavo scoprivo quello che non conoscevo del cane,(lo avevo visto gareggiare in molte occasioni, ma sempre da bordo ring) averlo in mano in quel momento mi ha piacevolmente conquistato, ha un carattere veramente delizioso, con il suo conduttore, ha il piacere quasi umano di voleri farsi vedere, mi sono trovato in mano un basset di un non cliente (tra virgolette) dopo molti anni, molto ricettivo e bravo, a differenza di alcuni che ho avuto in passato, dopo settimane di allenamenti. |
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